Davide's profilel'isola che non c'èPhotosBlogListsMore Tools Help

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    October 17

    Le passanti

    Ogni tanto mi capita di rileggere su un libro una poesia, tradotta in canzone dal più grande che cantautore che abbiamo avuto nel nostro paese, che trovo veramente bella,anche se un pò triste. Si intitola "Le Passanti" e di seguito ho inserito il testo.
     
    LE PASSANTI di Antoine Paul
     
    Io dedico questa canzone
    ad ogni donna pensata come amore
    in un attimo di libertà
    a quella conosciuta appena
    non c'era tempo e valeva la pena
    di perderci un secolo in più.

    A quella quasi da immaginare
    tanto di fretta l'hai vista passare
    dal balcone a un segreto più in là
    e ti piace ricordarne il sorriso
    che non ti ha fatto e che tu le hai deciso
    in un vuoto di felicità.

    Alla compagna di viaggio
    i suoi occhi il più bel paesaggio
    fan sembrare più corto il cammino
    e magari sei l'unico a capirla
    e la fai scendere senza seguirla
    senza averle sfiorato la mano.

    A quelle che sono già prese
    e che vivendo delle ore deluse
    con un uomo ormai troppo cambiato
    ti hanno lasciato, inutile pazzia,
    vedere il fondo della malinconia
    di un avvenire disperato.

    Immagini care per qualche istante
    sarete presto una folla distante
    scavalcate da un ricordo più vicino
    per poco che la felicità ritorni
    è molto raro che ci si ricordi
    degli episodi del cammino.

    Ma se la vita smette di aiutarti
    è più difficile dimenticarti
    di quelle felicità intraviste
    dei baci che non si è osato dare
    delle occasioni lasciate ad aspettare
    degli occhi mai più rivisti.

    Allora nei momenti di solitudine
    quando il rimpianto diventa abitudine,
    una maniera di viversi insieme,
    si piangono le labbra assenti
    di tutte le belle passanti
    che non siamo riusciti a trattenere.
    October 12

    Forse sono io che non capisco...

    Sono giorni strani quelli che stiamo attraversando, oddio ormai si potrebbe parlare di anni. Il mio discorso non vuole riguardare in nessun modo la politica, l'antipolitica grilliana, tanto di moda in questo periodo, no. Il problema è generalizzato e parte dalla gente, non tutta la gente; parlo del campione studiato dai media, dell' idea che i vertici del nostro paese hanno degli italiani. A me non piace per niente la programmazione televisiva in generale, non mi piace che si pianga in un programma dove l'obiettivo è guadagnare soldi che piovono dal cielo o da scatole e che il conduttore dica che si veda da quelle lacrime una bella espressione del sentimento umano, non mi piace una trasmissione in cui gente più o meno famosa litiga per un chilo di riso da suddividere fra una ventina di persone per una settimana e si pianga per i figli che sono a casa (avevi solo da non andare ad un programma altamente inutile). Se tutti si divertono a vedere queste cose non lo so ma di sicuro se le emittenti continuano a trasmettere, anzi aumentano il numero di programmi che vendono EMOZIONI (si dicono prorio cosi, ti rendi conto di quello che dicono), vuol dire che le persone che hanno la macchinetta magica che permette il funzionamento dell'auditel amano questo tipo di programma... Anche tutto il risalto dato all' azione di Grillo mi ha sorpreso più che altro perchè non è recente e quello che hanno cercato i media sono state le parole, talvolta un pò "pesanti", del comico.
    Il dramma è che poi la classe politica, invece di discutere seriamente del malcontento generale della popolazione, dà addosso alla stessa oltre che a continuare la guerra inutile con l'opposta fazione: nasce così la figura del bamboccione e quella dell'italiano che ama pagare le tasse perchè è bello. Chi degli italiani non ha mai sognato almeno una volta nella vita che arrivasse il momento di pagare l' Irpef o qualsiasi altra imposta. Mi dicono che è bello perchè quei soldi vanno a finanziare servizi al cittadino abitante della penisola e chissà quante altre cose, mi dicono. Ma come ripeto non è un attacco a qualche fazione in particolare e a conferma di questo un episodio recente: come si fa ad offendere in poco tempo un'illustre premio nobel perchè è anziano (ma ha veramente una gran mente ed è una delle poche che si salva in un ambiente che dovrebbe essere specchio del paese) e poco dopo la più alta carica istituzionale del paese? (tra l'altro la persona in questione non è l'unica che l'ha preso di mira). Tutta questa situazione fa un pò sorridere, ma non perchè è ridicola...